"Oggigiorno a scuola abbiamo molti problemi ... i ragazzi sono irrequieti, senza guide certe, perché tanti sono ormai i figli dei separati."
"Abbiamo di tutto di fronte a noi, a partire dai figli di famiglie disgregate."
"Bullismo, immigrazione, handicap, figli di separati, non c'è una classe che si salvi."
Quante volte, troppe, mi sono trovata a sentire frasi del genere e il primo impulso sarebbe rispondere, ma mi trattengo ... Rispondere sarebbe mostrare la propria coda di paglia e forse non farlo è indice del proprio senso di colpa o della frustrazione per la sconfitta, chissà. Fatto sta che quest'altalena insana non lascia granché spazio ad altre considerazioni sul perché rispondere oppure non farlo.
Ma siamo veramente sicuri che "questi ragazzi" abbiano più o meno di altri dei problemi di un qualsiasi tipo? Vorrei poter affermare sempre e comunque di no, ma l'essere parte in causa mi impedisce di affermare alcunché. Come donna però vorrei poter affermare che è sempre e comunque un bene trasmettere ai propri figli il rispetto e l'amor proprio.
Proroga di 6 mesi per i precari Ansas,
17 anni fa
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