lunedì 24 novembre 2008

Lavoro atipico - fantasmi e mediocri

Se devo risultare un fantasma, voglio almeno esser di quelli che disturbano il sonno dei mediocri.

Chi sono i fantasmi?

Sono i lavoratori precari ed in particolare quelli con contratto di collaborazione, borsa di studio o assegno, che i politici non riescono mai a conteggiare esattamente e la cui protesta non ha diritto ad esser contemplati nelle statistiche.

Dove lavoro siamo 98 persone con contratto di collaborazione, in scadenza il 31 dicembre prossimo, che quotidianamente lavorano a fianco di 56 colleghi con contratto a tempo determinato, in scadenza a fine 2011 e 24 comandati dalla scuola o dai ministeri.

Il 14 novembre, a Roma, c'è stata la manifestazione contro la riforma dell'università e i tagli previsti dalla legge Brunetta, in quel momento al Senato; quella che stabilisce che dal prossimo luglio non potranno esserci contratti di collaborazioe nei vari enti pubblici. La nostra protesta si è tradotta nel non presentarci al lavoro e, non avendo il diritto allo sciopero, nel comunicare un giorno di non disponibilità - eufemismo da tradurre in ferie -. Anche se la sede nazionale dell'ente dove lavoriamo è stata semideserta, le statistiche non ci hanno contemplato fra coloro che protestavano, conteggiando esclusivamente chi ha comunicato lo sciopero.

Il 31 dicembre scade il nostro contratto e ancora non ci sono notizie sul nostro prossimo futuro. Incertezza ancor più stressante per il fatto di essere fantasmi di una realtà virtuale, di una Agenzia Scuola che dovrà nascere, ma che ancora la politica non ha deciso quale fisionomia dovrà avere; avendo deciso solo che dovrà far parte della ricerca, come già accadeva all'Indire, dal quale proveniamo, con contratti che, uno in fila all'altro, vanno indietro di 3, 5, 10 anni e in alcuni casi pure di più.

La precarietà ci perseguita proprio perché, in tutti questi anni, abbiamo continuato a lavorare, contribuendo alla crescita del bilancio di un ente in perenne stato embrionale, passato da una denominazione all'altra, senza mai giungere ad una fisionomia definitiva tale da poter permettere la legittimazione del nostro status di lavoratori, i quali hanno personalmente investito nella propria formazione, per specializzarsi in ciò che le commesse del Ministero dell'Istruzione e della Comunità Europea hanno richiesto.

La legge Brunetta intende stabilire che i nostri contratti non dovranno più esistere, tranne casi eccezionali e transitori. Benissimo! Ma i fantasmi non protestano per rimanere tali, bensì per acquisire il diritto di essere contati: nel lavoro come nella protesta!

Chi sono i mediocri?

Sono coloro che hanno deciso che sia meglio frequentare i "salotti buoni" e lì stringere accordi sulle nostre teste, disposti ad accettare alcune nostre "cancellazioni" insieme alla promessa di qualche nostra "evoluzione". Proprio su queste basi c'è stato chi ha deciso di ritirare l'adesione alla manifestazione. Oppure mi si vuol far credere che, in un periodo di crisi, senza neppure saperci contare, il "salotto buono" ha promesso di ufficializzare il lavoro di tutti i vari fantasmi?

Ma mediocre è anche chi continua a voler stare nel mezzo e lavorare a testa china, come sempre, sperando che sarà vista tutta la professionalità messa in campo. Ma nei salotti buoni contano i numeri, proprio quei numeri troppo spesso fallaci nel numerarci!

Io continuo a mettere in campo tutta la mia professionalità e utilizzerò le mie capacità fino in fondo, ma contemporaneamente voglio alzare la testa, protestare e fare di tutto per non essere prossimamente cancellata. Voglio alzare la testa e sensibilizzare o affiancare, con la mia protesta, coloro che, con ruoli diversi e forse più visibili nei salotti buoni, possono cercare di far nascere questo ente eternamente in stato embrionale.

A 41 anni e col rischio sempre più tangibile di non riuscire più a pagare il mutuo e le varie necessità di due figli, voglio almeno poter dire loro: io non sono una mediocre.

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